Gerarchia:
UFFICI CENTRALI » Deputazione sopra il catasto » Archivio delle mappe » Atlanti dei lucidiTitolo originale:
Atlanti dei lucidiTipologia:
serieData:
1811 - 1827Consistenza:
979 unità archivisticheDescrizione:
La serie si articola in 79 sottoserie corrispondenti alle comunità del Granducato, ai quadri d'insieme e alle loro variazioni territoriali. Complessivamente la serie è formata da 979 unità archivistiche corrispondenti alle sezioni territoriali in cui era suddivisa ciascuna comunità e comprendenti oltre 10.000 disegni su carta lucida. Per alcune comunità, come ad esempio quelle di Calenzano, Cantagallo, Galluzzo, Montemurlo, Monteriggioni, Monteroni, Rovezzano, Signa, Sovicille, sono conservati anche i lucidi redatti durante il periodo francese. La documentazione non è datata, ma si può avanzare l’ipotesi che la serie sia stata prodotta dal 1811 fino al 1827, anno in cui furono terminate le verificazioni dei lavori di misura. Tuttavia è da segnalare la presenza di copie sostitutive e lucidi di aggiornamento redatti in epoca successiva. Nell’economia generale del lavoro grafico, i lucidi sono gli ultimi elaborati poiché essi sono la copia dei cartoni depositati presso l’ufficio della Deputazione che formavano il plantario generale del territorio dello Stato. Stando alla Relazione inviata al Granduca, la superficie del Granducato fu divisa in 2.266.685 particelle o “appezzamenti” e disegnata su un grande plantario formato da 8567 cartoni riassunti in 242 mappe topografiche chiamate anche quadri d’insieme. Le mappe disegnate dai geometri, dopo essere state controllate e corrette dagli Ispettori- Ingegneri venivano subito inviate all’ufficio della Deputazione, dove una squadra di 10 disegnatori le copiava in modo da salvaguardare la conservazione degli originali. Accantonate le matrici, tutte le altre operazioni previste per arrivare al completamento della fase della Misura, ad eccezione di quella del calcolo della superficie, venivano effettuate sulle copie. “Tutte le mappe trovate esatte venivano tradotte in scala alquanto minore, perché un sol cartone comprendesse la mappa topografica o il quadro d’insieme dell’intero territorio che serve a rappresentare tutta la circoscrizione della comunità, la sua divisione in sezioni, le strade i corsi d’acqua che la intersecano, e le fabbriche che vi posano” . I disegnatori della Deputazione copiavano non solo i quadri d’insieme, ma anche i cartoni parziali utilizzando probabilmente il pantografo uno strumento che gli permetteva non solo di riprodurre su cartone, ma anche di modificare la scala dei disegni. Terminate tutte le operazioni di copia e di calcolo delle superfici, la Deputazione inviava alle rispettive comunità i Lucidi delle piante insieme alla mappa topografica ai "Quaderni" o "Tavole indicative" e alla "Lista alfabetica dei possessori". Ogni gonfaloniere era quindi tenuto a pubblicare un avviso indirizzato ai proprietari, o agli agenti o ai coloni perché ne prendessero visione presso il palazzo comunale ed esternassero eventuali reclami. Quest’ultimi potevano essere inoltrati entro un mese dall’ostensione. Finito il tempo stabilito veniva redatto un verbale di chiusura delle operazioni di ostensione dei lucidi che insieme a quest’ultimi e ai quaderni indicativi, era rispedito alla Deputazione dove disegnatori e calcolatori iniziavano i controlli dei reclami e facevano le eventuali correzioni delle mappe. Solo dopo le correzioni le mappe divenivano documento definitivo. L’intero plantario, dopo le revisioni, era quindi copiato su carta lucida per poi essere suddiviso in 242 Atlanti portabili, uno per ogni comunità . All’origine i lucidi erano montati su cartoncino e rilegati in registri a forma di album, ma essendo estremamente delicati, l’uso, l’incuria ed infine l’alluvione hanno reso necessario un restauro integrale di tutta la serie tranne che per un unico Atlante, quello relativo alla comunità di Castelnuovo Berardenga, al quale mancano solo i primi fogli. I lucidi contenuti in questa serie sono quasi certamente, per le loro caratteristiche, l’ultima redazione grafica completa di correzioni. Il resto della produzione grafica: gli "Originali", eseguiti tra il 1819 e il 1826, i "Quadri d’unione", realizzati dagli originali in scala minore, gli "Atlanti" o "Cartoni" e gli "Aggiornamenti" redatti quest’ultimi dopo l’attivazione del catasto è conservata attualmente negli Archivi di Stato Toscani competenti per provincia. Presso l’Archivio di Stato di Firenze, nel fondo Catasto generale toscano si trovano le mappe relative. alla provincia fiorentina.Note:
Strumenti di ricerca: Catalogo di tutti i documenti che costituiscono l'archivio delle Mappe e dei Campioni Estimali inventario analitico, 1834-1865 Fonti: Segreteria di Gabinetto Appendice, 244, "Relazione al Granduca" di G. Inghirami e L. De' Ricci (1834) Bibliografia: DEPUTAZIONE PER LA COMPILAZIONE DEL NUOVO CATASTO, "Esposizione succinta dei principi o massime fondamentali su cui si propone di stabilire il generale catasto del Granducato approvata dall'I. e R. Governo toscano", Guglielmo Piatti, Firenze, 1819 e 1821La documentazione è stata prodotta da:
Redazione e revisione:
- Sinibaldi Silvia, 20/03/2026, revisione
- Sonia Puccetti Caruso (archivista collaboratore esterno) , compilazione
