Sintesi dei risultati del censimento
Il censimento regionale, di cui il 5 marzo
2001 si sono discussi i primi risultati, ha lo scopo di individuare, segnalare,
inventariare e studiare nuclei di scrittura femminile presenti in maniera diffusa
in aree territoriali delimitate. L’obiettivo non è quindi quello di segnalare
singoli affioramenti di memoria scritta delle donne del passato, ma di ricostruire
la rete di relazioni che attraverso la scrittura le donne nelle varie epoche
sono riuscite ad intessere: dalle presenze diffuse di scritture familiari alle
voci spesso assai vive provenienti dalla memoria dei conventi fino alle forme
contemporanee di scrittura fra emergenza autoriale e associazionismo politico.
Al momento della giornata di studio il censimento aveva interessato le province di Firenze, Pisa e Siena, nonché gli archivi della CGIL Toscana.
CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURE FEMMINILI CONSERVATI IN ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE E PRESSO PRIVATI OD ALTRE ISTITUZIONI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE
Coordinamento: A. Contini e O. Gori
Censimento: Beatrice Biagioli
ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE
Dall’esame degli inventari
degli archivi di famiglie e persone presenti e segnalati nella Guida generale
degli Archivi di Stato, vol. II e di altri relativi a raccolte e miscellanee
(Acquisti e Doni, Manoscritti), sono stati individuati alcuni fondi contenenti
nuclei di documentazione o singole unità archivistiche di particolare rilievo
in rapporto alla scrittura femminile. La prima tappa del lavoro ha previsto di
rilevare e di descrivere il materiale individuato all’interno di ogni fondo,
indicandone, quando possibile, la consistenza, la collocazione e la datazione.
In un secondo tempo, si è
proceduto all’analisi diretta delle carte (carteggi, ma anche materiali
relativi alla gestione economica dei patrimoni), al fine di fornire un quadro
biografico, seppur sintetico, delle diverse figure femminili che si stagliano e
si fanno largo in un contesto essenzialmente maschile.
Gli archivi contenenti nuclei
significativi di documentazione femminile sono: Acquisti e Doni - "Acquisto
A. Fanani 1905"; Archivio Bardi; Carte Bianchi Ricasoli; Carte Bonaini;
Archivio Capponi; Archivio Della Gherardesca; Archivio Martelli; Archivio Pelli
Bencivenni - Lettere; Archivio Peruzzi de’ Medici; Carte Riccardi - Appendice
III (Acquisto Dotti); Archivio Ricasoli; Archivio Rondinelli Vitelli; Archivio
Strozzi Sacrati; Carte Strozziane; Archivio Tabarrini.
ARCHIVI DI PRIVATI O DI ALTRE ISTITUZIONI
Per quanto riguarda gli archivi di famiglia presenti al di fuori dell’Archivio di Stato di Firenze, il censimento, appena iniziato, si è basato essenzialmente sull’analisi degli inventari presenti presso la Sovrintendenza Archivistica per la Toscana e sulle segnalazioni della Dott. Insabato.
Sono stati inoltre visitati l’Archivio Niccolini e l’archivio situato presso l’Opera Museo Stibbert.
Sono emersi con estrema chiarezza due filoni all’interno dei quali è possibile collocare il materiale rinvenuto fino ad ora (secc. XV - XX): nel primo confluiscono le carte relative alla gestione ed amministrazione del patrimonio ed ai rapporti con i figli, da parte delle donne una volta rimaste vedove o in assenza del marito; nel secondo quelle prodotte da letterate, donne colte, spesso al centro di salotti frequentati dalle élite del
momento.
Alcune considerazioni
Due sono i filoni principali all’interno dei quali si possono collocare in grandissima percentuale le carte prese in esame:
1 - Gestione ed amministrazione
del patrimonio, rapporti con i figli, da parte delle donne una volta rimaste
vedove o durante l’assenza del marito
(tema ampiamente dibattuto dalla
storiografia attuale e ampiamente presente nella documentazione da me
analizzata): per il ‘400 esemplare il caso di Alessandra Macinghi Strozzi che
si rivela con estrema peculiarità nel carteggio inviato ai figli esuli, a tutti
noto e pubblicato a cura di Cesare Guasti.
Per il ‘600 sono emersi: nell’Archivio
Della Gherardesca il carteggio di Laura Guadagni, da cui traspare uno spaccato
di vita quotidiana denso di particolari di notevole interesse, inviato al marito
Guido Della Gherardesca durante la sua permanenza ad Arezzo e a Pisa dove era
stato inviato come commissario da Cosimo III, ai figli ed al cognato.
Nell’Archivio Capponi il
Giornale di Casa Frescobaldi, scritto per mano del maestro di casa, contenente
le annotazioni di una ricca vedova fiorentina che deve gestire il patrimonio
ereditato e provvedere all’educazione dei figli. Nel fondo Acquisti e Doni
troviamo ancora il Giornale d’entrata ed uscita di Maddalena Nerli ne’Tornabuoni,
vedova di Cosimo Tornabuoni.
Per il ‘700, nell’Archivio
Strozzi Sacrati registriamo il carteggio di Maria Anna Strozzi Cellesi, vedova
dal 1740 del marito Sebastiano Cellesi, inviato al fratello Piero Strozzi. Nell’Archivio
Niccolini, emblematica, anche se non direttamente testimoniata dalle carte da me
analizzate, perchè di natura strettamente amministrativa e non di mano
femminile, è la vicenda relativa alla lite sorta per questioni di cattiva
amministrazione del patrimonio promossa dal figlio, Lorenzo Niccolini, nei
confronti della madre, Maddalena Martelli.
Per il secolo diciannovesimo nell’Archivio
Stibbert ritroviamo la tipologia della vedova alle prese con la gestione del
patrimonio in attesa della maggiore età dei figli incarnata da Giulia Stibbert.
Per il secolo ventesimo, sempre
nell’ Archivio Strozzi Sacrati, emerge la figura di Guendalina Strozzi
Steward, colta rappresentante della nobiltà anglosassone inseritasi nel
contesto dell’aristocrazia fiorentina.
2 - Esempi di donne
letterate, colte, che emergono nel panorama culturale della loro epoca:
Per il secolo XVIII nell’Archivio
Pelli Bencivenni risaltano l’epistolario di Teresa Ciamagnini Fabbroni inviato
al padre adottivo Giuseppe Pelli Bencivenni e quello di Elisabetta Caminer Turra,
inviato sempre al Pelli al quale era legata da un amore del tutto platonico ed
epistolare.
Nell’Archivio Rondinelli
Vitelli si distingue senz’altro il carteggio dell’aristocratica Maria Anna
Frescobaldi allo zio Camillo Vitelli, al cognato Chiappino ed al figlio
Clemente, particolarmente denso di rinvii alla situazione patrimoniale, alle
preoccupazioni per l’imminente estinzione del casato e nello stesso tempo
tutto calato nella realtà mondana del suo tempo, tra i soggiorni a Napoli e a
Roma, la passione per il teatro e per i rimedi officinali.
Nell’Archivio Peruzzi de’
Medici, da annoverare senz’altro la penna sapiente di Carlotta Torrigiani
Marchesini che, con le poche pagine dei suoi ricordi, rimane ben impressa per la
vivacità e la precisione delle descrizioni storico artistiche del suo soggiorno
romano.
Per il secolo XIX nell’Archivio
Bonaini si segnala il carteggio, peraltro esiguo e di tono
amichevole-confidenziale inviato al Dottor Raimondo Meconi, legato all’entourage
del Vieusseux e dell’Antologia da Margaret Mason, dalla figlia Nerina Tighe e
da Marianna Hammond, intima amica dei Mason Tighe ed istitutrice delle figlie
della Mason.
Nell’Archivio Tabarrini le
figure di Emilia Peruzzi, di Giulia, Teresa e Fanny Targioni Tozzetti, che pur
presenti in questo fondo con una documentazione piuttosto esigua, costituiscono
riferimenti a tutti noti nel panorama culturale.
E sempre nell’Archivio Peruzzi
de’ Medici risalta a questo proposito la figura di Elisa Toscanelli, sorella
di Emilia Peruzzi, scrittrice e pittrice di talento.
CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURE FEMMINILI CONSERVATI PRESSO GLI ARCHIVI DEI MONASTERI FEMMINILI FIORENTINI
Coordinamento: A. Scattigno, G. Zarri
Censimento: Ilaria Pagliai
Scopo di questo lavoro è stato quello di offrire
una panoramica esemplificativa della vastità e della varietà delle tipologie
documentarie che possono essere rinvenute negli archivi dei monasteri femminili
fiorentini tra XVI e XIX secolo.
Dal momento che l’enorme mole documentaria potenzialmente a disposizione non
avrebbe permesso un'analisi sistematica si è ritenuto necessario restringere il
campo di azione procedendo all’individuazione di alcune realtà che per la
rilevanza quantitativa e qualitativa dei documenti conservati potessero essere
considerate particolarmente significative, e che offrissero uno spaccato, il
più fedele possibile, della realtà.
A questo fine sono stati presi in considerazione il Convento di Santa Maria
Coeli, detto del Chiarito, e quello di San Domenico nel Maglio, depositati
rispettivamente nel fondo delle Corporazioni Religiose soppresse da Pietro
Leopoldo e nel fondo delle Corporazioni Religiose soppresse dal Governo Francese
dell'Archivio di Stato di Firenze, e gli archivi del Convento delle Carmelitane
di Santa Maria Maddalena dei Pazzi e quello del Convento delle Carmelitane
Scalze di Santa Teresa che ancora si conservano "in loco".
In età medievale in Italia si può parlare di scrittura femminile in ambito
monastico solo riferendoci a singoli casi eccezionali. A quell'epoca, infatti,
la maggioranza delle religiose non era neppure in grado di leggere e scrivere e
la scrittura maschile si interponeva, nella quasi totalità dei casi, fra il
loro pensiero e le loro opere.
Ma tra Cinque e Seicento la scrittura monastica femminile si arricchì di nuovi
generi letterari il più noto dei quali, ma anche il più raro e quello
maggiormente sottoposto al controllo dell’autorità ecclesiastica, comprende
gli scritti di natura mistica quali registrazioni di pensieri, ispirazioni e
visioni, spesso in forma autobiografica.
Questa tipologia, del tutto assente negli archivi dei due monasteri conservati
presso 1'Archivio di Stato, risulta invece particolarmente presente sia
nell'archivio del monastero di Santa Teresa che in quello di Santa Maria
Maddalena de' Pazzi. Nel primo caso, sicuramente il più rilevante dal punto di
vista quantitativo, troviamo un'incredibile quantità di relazioni di visioni,
proponimenti, preghiere, scritti spirituali e componimenti poetici quasi tutti
autografi.
Ugualmente rare all’interno dei fondi conservati presso l’Archivio di Stato
sono le vite, o biografie esemplari, e soprattutto le lettere, tanto che i due
istituti presi in considerazione non ne conservano neppure un esempio. Al
contrario, nel monastero di Santa Maria Maddalena sono conservate 19 biografie
manoscritte, tra bozze e belle copie (di cui solo due di mano sicuramente
maschile), 4 raccolte di vite di consorelle defunte, tutte di mano femminile, e
persino alcune "bozze" o esempi sui quali modellare una biografia. Tra
le altre citiamo la "Vita della venerabil madre suor Vangelista del
Giocondo [..]" suddivisa in 22 capitoli corrispondenti ai momenti salienti
della vita della religiosa e del suo cammino spirituale.
Per quanto riguarda le Carmelitane Scalze, particolarmente interessante è il
"Necrologio", volume contenente le biografie di tutte le religiose dal
1630 al 1912, oltre a quelle di alcuni illustri personaggi fra i quali la
principessa Violante di Baviera che, particolarmente legata al monastero, aveva
chiesto di potervi essere sepolta, vestita dell'abito di carmelitana. Notevole
è poi 1'autobiografia di Maria Teresa Beatrice del Beato Giovanni della Croce,
al secolo de Steinhell, scritta per obbedienza al confessore e che probabilmente
fu composta durante l’anno di noviziato.
L'attività e di conseguenza la capacità letteraria delle religiose si
estendeva anche alla trascrizione delle prediche dei loro padri spirituali, di
cui è un esempio la "Raccolta di varie prediche fatte al nostro Monastero
dal V.bile Servo di Dio P.re Alessandro Capocchio de'Predicatori [..]" del
monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi.
Per quanto riguarda i fondi dei monasteri conservati presso l’Archivio di
Stato, le tipologie maggiormente presenti sono quelle legate alle esigenze
pratiche della vita quotidiana, cioè le scritture contabili e amministrative, e
quelle propagandistico-storiche primi fra tutti i memoriali. Il monastero di San
Domenico nel Maglio, su 218 pezzi complessivi, conta infatti ben 9 libri giornale,
86 registri di entrata e uscita, 13 registri di debitori e creditori, 5 registri
di entrata e uscita della sacrestia e 8 decimari per un totale di 121 unità.
Ugualmente il monastero di Santa Maria Coeli, su 284 pezzi, comprende 23
registri di entrata e uscita, 4 libri giornale, 23 libri di debitori e
creditori, 15 stracciafogli delle camarlinghe, 41 filze di conti e ricevute, 3
filze di serbi, accettazioni e vestimenti, un libro di sacrazioni, un libro di
assegnazioni dotali, due registri di religiose defunte, un registro di
riscossione di luoghi di Monte, una busta di quaderni di interessi e 13 quaderni
di spese di vitto (da cui si possono trarre interessanti informazioni sulle
abitudini alimentari delle religiose e sul consumo di certi prodotti) per un
totale di 128 unità.
Allo stesso modo tutti i registri che riguardano lo svolgersi della vita
conventuale(accettazione nel monastero, vestizione, professione e morte)
contengono delle brevi ma interessanti biografie più o meno elaborate nello
stile a seconda della capacità della scrivana.
Fra le tipologie documentarie di tipo contabile - amministrativo particolarmente
presenti nei fondi dei monasteri soppressi devono poi essere ricordati: i
registri di amministrazione di beni immobili (nel solo archivio di San Domenico
si contano 13 registri e filze di locazioni, vendite e livelli, 5 libri di
pigioni, e 45 registri di amministrazione di beni di campagna); le carte
processuali (15 filze per San Domenico e 24 per Santa Maria Coeli), generalmente
riguardanti questioni economiche quali rivendicazioni di possessi, riscossioni
di crediti etc.; e i "Libri di chiesa" o "Vacchette di
messe" contenenti gli obblighi di messe contenuti in molti lasciti
testamentari.
Proprio l’usanza di lasciare parte del proprio patrimonio, quando non l’intera
eredità, ad un ente monastico (ma lo stesso discorso può essere fatto per
tutti gli enti assistenziali), ha fatto si che all’interno di questi fondi si
trovino frequentemente depositati dei veri e propri piccoli archivi, talvolta
abbastanza consistenti, composti da documenti di vario genere relativi al
donatore e alla sua famiglia: libri di amministrazione, cause, memorie etc. Fra
le carte del monastero del Chiarito si trovano documenti relativi a quattro
diversi lasciti, il più consistente dei quali, quello di monsignore Alessandro
Pucci, arciprete e vicario generale del vescovo di Firenze, comprendente 41
pezzi dal 1466 al 1699, fra i quali tre libri di ricordi ed un libro di
"Memorie storiche della famiglia Pucci.
CENSIMENTO DEI NUCLEI DI CARTEGGI FEMMINILI CONSERVATI PRESSO GLI ARCHIVI DI FAMIGLIA DELLA PROVINCIA DI PISA
Coordinamento: A. Scattigno e A. Contini
Censimento: Isabella Pera
ARCHIVIO DI STATO DI PISA
Tra i documenti rinvenuti presso l’Archivio di Stato di Pisa sono da segnalare piccoli ritrovamenti all’interno dei fondi Alliata, Cappelli-Del Mosca, Nelli, ma i nuclei più consistenti si sono rivelati il carteggio di Silvestro Centofanti e numerosi documenti all’interno dell’archivio Upezzinghi deposito Rasponi. Nel primo numerose sono le corrispondenti (15 che scrivono più di dieci lettere), che dal 1821 fino al 1879 intrattengono rapporti di varia natura con il professore e uomo politico pisano. Sono da segnalare inoltre le lettere di Caterina Ferrucci Franceschi, Amalia Paladini e quelle della poetessa improvvisatrice teramana Giannina Milli. Nel fondo Upezzinghi sono conservate anche le carte della famiglia Lanfranchi Lanfreducci. Quest’archivio di famiglia contiene, tra gli altri, due consistenti nuclei di carteggi femminili del XVII secolo, ciascuno dei quali comprende diverse centinaia di lettere che appartengono a donne di tre generazioni: Felice Pellicani nei Gualandi, la figlia Orietta Gualandi Lanfreducci ed infine la figlia di quest’ultima, Caterina Lanfreducci Lanfranchi e che trattano prevalentemente questioni di carattere economico e amministrativo.
ARCHIVIO DELLA BIBLIOTECA GUARNACCI - VOLTERRA
Presso l’Archivio della
Biblioteca Guarnacci di Volterra si trovano le carte Maffei, che contengono solo
alcune testimonianze femminili tra XVI e XIX secolo, prevalentemente di
religiose, mentre di un certo interesse risultano le carte della famiglia
Inghirami.
Da segnalare le due buste che
conservano la corrispondenza di Isabella Maffei Inghirami, (n. 1787) moglie di
Michele Angelo Inghirami, tenente colonnello dei Dragoni toscani morto nel 1809,
che trattano di argomenti di vario genere, dalle notizie private e familiari all’amministrazione
dei beni di famiglia. Inoltre tra i vari nuclei del XVIII secolo si trova la
corrispondenza di viaggio di Clementina, quella di Anna Rosa Guarnacci Inghirami,
moglie di Michelangelo Inghirami che, come appare dalle lettere al direttore
spirituale, dimostra una personalità particolarmente devota e desiderosa di
vita contemplativa.
ARCHIVI PRIVATI
Nella villa di Marti si trova
invece l’archivio Baldovinetti Tolomei Majnoni che conserva, tra le altre, le
carte di Achille Majnoni (1855-1935), architetto di Umberto I, quelle del figlio
Massimiliano (1890-1981), funzionario della Banca Commerciale, nonché delle
rispettive consorti, Maria Di Poggio Baldovinetti (1867-1957) e Marcella
Guicciardini (1890-1981). La corrispondenza di queste ultime, in prevalenza
carteggi intrattenuti con i coniugi, i genitori, i figli e i numerosi parenti e
amici, appare ricca e di grande interesse, come del resto quella di
Massimiliano, nella quale troviamo diverse significative presenze femminili: da
segnalare il fitto carteggio con la baronessa Lina Caldara Monti e quello con
Giuliana Benzoni, esponente della dissidenza romana al fascismo, dal 1941 al
1957.
L’archivio Ruschi di Calci
conserva lettere delle corrispondenti ottocentesche di Giovanni Battista e dei
figli Rinaldo e Francesco, entrambi intellettuali e uomini politici;
significativo risulta soltanto un esiguo gruppo di nove, scritte nel 1816 da
Madame de Stael a Giovan Battista Ruschi per l’acquisto di una proprietà di
famiglia nelle campagne pisane, affare che peraltro non fu mai concluso.
CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURA FEMMINILE PRESENTI NEI FONDI DEGLI ARCHIVI FAMILIARI E CONVENTUALI CONSERVATI PRESSO L’ARCHIVIO DI STATO DI SIENA
Coordinamento: A. Contini
Censimento: Gabriella Cibei
ARCHIVIO DI STATO DI SIENA
La documentazione rinvenuta presso l’Archivio
di Stato di Siena attraversa un arco cronologico che va dal XVIII al XIX secolo
ed è conservata nei seguenti archivi familiari: Bandini (Fraticelli),
Bargagli-Stoffi, Bologna-Buonsignori-Placidi, Brancadori, Finetti, Grisaldi del
Taia, Pannocchieschi d’ Elci, Piccolomini-Clementini, Piccolomini
Clementini-Adami, Piccolomini-Naldi-Bandini, Pieri-Boldrini, Rinieri de’
Rocchi, Sergardi-Biringucci-Spannocchi e Tolomei.
Il materiale rinvenuto è di carattere quasi
esclusivamente epistolare, per quanto molto vari sono i contenuti e la tipologia
delle corrispondenze prese in esame. Si tratta di:
All’ inventariazione del materiale è seguita la compilazione di schede biografiche, ordinate alfabeticamente e provvista di indicazioni topografiche (dove sono state raccolte le notizie ricavate dalle stesse scritture femminili o da pubblicazioni a stampa) e da un più sintetico indice alfabetico-topografico dei nomi di tutte le donne di cui è stata rintracciata qualche scrittura.
CENSIMENTO DELLE CARTE RELATIVE ALL’ATTIVITA’ SINDACALE FEMMINILE DELLA CGIL TOSCANA
Coordinamento: S. Soldani
Censimento: Barbara Imbergamo
I fondi presi in esame sono
conservati presso il Centro di documentazione della Cgil Toscana. Si tratta di
documenti in parte già inventariati (Salvatore Favuzza, Gli archivi della
Confederterra toscana (1944-1978), Giunta Regionale Toscana/Editrice
bibliografica, Milano, 1990; Renato Delfiol, Inventario dell'archivio sindacato
pittori e scultori di Firenze (1926-1956), Firenze, 1996, Cgil Regionale
Toscana; Renato Delfiol ha pubblicato Inventario dell'archivio della federazione
italiana dipendenti aziende telecomunicazioni 1944-1954, Cgil, 1998; Fulvio
Conti, Inventario dell'archivio della Fiom provinciale di Firenze 1944-1972,
Firenze, 1989, Cgil Regionale Toscana Archivio storico) e in parte ancora da
ordinare.
Il criterio adottato per la
descrizione delle carte rinvenute è stato il seguente: di ogni singolo foglio
conservato (lettera, comunicazione, telegramma, volantino etc.), indicato
nell'elenco con numeri arabi, sono stati riportati nell'ordine la data, il luogo
di provenienza, il firmatario del documento, il destinatario e l'oggetto del
documento stesso. La dicitura OGGETTO è stata riportata nell'inventario solo
nei casi in cui era presente sul documento; così sotto la voce oggetto si
troverà esattamente quanto scritto dai funzionari o dalle funzionarie del
sindacato. Quando la voce era mancante non è stata riportata. Nei casi in cui
la dicitura era sufficientemente esplicativa non sono state aggiunte indicazioni
supplementari, quando assente o poco esplicativa è stato brevemente riassunto
il contenuto in calligrafia corsiva. Di ogni documento è stata riportata la
consistenza indicata in fogli (f.), sia che fossero scritti solo su una facciata
sia su entrambe, sia che fossero di formato A4 o minore. Nel caso in cui si
trattasse di volantini, bollettini, relazioni o mozioni la tipologia
documentaria è sempre stata indicata.
Di seguito alcune informazioni di
massima sui fondi esaminati e la consistenza dei documenti femminili reperiti
all’interno:
Camera del Lavoro di Firenze
(1952-1983): fondo costituito da 8 faldoni per ogni anno per un totale di circa
250. Le buste prese in esame sono quelle della Commissione femminile e quelle
dell'Udi. Le prime sono presenti per tutti gli anni per un totale di 31 buste e
contengono circa 328 documenti corrispondenti a 535 pagine. Le 9 buste dell'Udi,
anni 1952-1960, contengono 30 documenti e 42 fogli.
b) Confederterra Toscana
(1944-1978): vi sono conservati i documenti della Commissione femminile della
Federmezzadri e quelli della Commissione femminile della Confederterra. Le 10
buste della Commissione femminile della Confederterra coprono gli anni da 1948
al 1958, e contengono 177 documenti provenienti non solo dal capoluogo ma anche
dalle altre province toscane per un totale di 273 fogli. Il fondo della
Federmezzdri è costituito da 16 buste contenenti 113 documenti pari a 278 fogli
relativi agli anni dal 1951-1958.
c) Federazione provinciale
braccianti e salariati (1953-1956): 6 buste; 9 documenti pari a 15 pagine.
d) Archivio del Sindacato pittori
e scultori di Firenze (1926-1956);
e) Archivio della Federazione
italiana dipendenti aziende telecomunicazioni (1944-1954):
I due archivi in questione
presentano ben pochi documenti relativi alle donne. Sono stati peraltro già
inventariati.
f) Fiom: non presenta cartelle o
documenti relativi all'attività femminile.
g)Coordinamento regionale donne
(1976-1990): è una definizione "arbitraria" per una serie di cartelle
sparse relative all'attività del Coordinamento donne della Cgil: una busta per
gli anni 1977/78; 5 buste del Coordinamento donne regionale relative agli anni
1985-1987 e 37 buste più propriamente depositate come archivio (ma senza
inventario o schedatura) per gli anni 1976-1990.