Sintesi dei risultati del censimento


Il censimento regionale, di cui il 5 marzo 2001 si sono discussi i primi risultati, ha lo scopo di individuare, segnalare, inventariare e studiare nuclei di scrittura femminile presenti in maniera diffusa in aree territoriali delimitate. L’obiettivo non è quindi quello di segnalare singoli affioramenti di memoria scritta delle donne del passato, ma di ricostruire la rete di relazioni che attraverso la scrittura le donne nelle varie epoche sono riuscite ad intessere: dalle presenze diffuse di scritture familiari alle voci spesso assai vive provenienti dalla memoria dei conventi fino alle forme contemporanee di scrittura fra emergenza autoriale e associazionismo politico.

Al momento della giornata di studio il censimento aveva interessato le province di Firenze, Pisa e Siena, nonché gli archivi della CGIL Toscana.

PROVINCIA DI FIRENZE

PROVINCIA DI PISA

PROVINCIA DI SIENA

CGIL TOSCANA

 

CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURE FEMMINILI CONSERVATI IN ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE E PRESSO PRIVATI OD ALTRE ISTITUZIONI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE

Coordinamento: A. Contini e O. Gori

Censimento: Beatrice Biagioli

ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE

Dall’esame degli inventari degli archivi di famiglie e persone presenti e segnalati nella Guida generale degli Archivi di Stato, vol. II e di altri relativi a raccolte e miscellanee (Acquisti e Doni, Manoscritti), sono stati individuati alcuni fondi contenenti nuclei di documentazione o singole unità archivistiche di particolare rilievo in rapporto alla scrittura femminile. La prima tappa del lavoro ha previsto di rilevare e di descrivere il materiale individuato all’interno di ogni fondo, indicandone, quando possibile, la consistenza, la collocazione e la datazione.
In un secondo tempo, si è proceduto all’analisi diretta delle carte (carteggi, ma anche materiali relativi alla gestione economica dei patrimoni), al fine di fornire un quadro biografico, seppur sintetico, delle diverse figure femminili che si stagliano e si fanno largo in un contesto essenzialmente maschile.
Gli archivi contenenti nuclei significativi di documentazione femminile sono: Acquisti e Doni - "Acquisto A. Fanani 1905"; Archivio Bardi; Carte Bianchi Ricasoli; Carte Bonaini; Archivio Capponi; Archivio Della Gherardesca; Archivio Martelli; Archivio Pelli Bencivenni - Lettere; Archivio Peruzzi de’ Medici; Carte Riccardi - Appendice III (Acquisto Dotti); Archivio Ricasoli; Archivio Rondinelli Vitelli; Archivio Strozzi Sacrati; Carte Strozziane; Archivio Tabarrini.

ARCHIVI DI PRIVATI O DI ALTRE ISTITUZIONI

Per quanto riguarda gli archivi di famiglia presenti al di fuori dell’Archivio di Stato di Firenze, il censimento, appena iniziato, si è basato essenzialmente sull’analisi degli inventari presenti presso la Sovrintendenza Archivistica per la Toscana e sulle segnalazioni della Dott. Insabato.
Sono stati inoltre visitati l’Archivio Niccolini e l’archivio situato presso l’Opera Museo Stibbert.
Sono emersi con estrema chiarezza due filoni all’interno dei quali è possibile collocare il materiale rinvenuto fino ad ora (secc. XV - XX): nel primo confluiscono le carte relative alla gestione ed amministrazione del patrimonio ed ai rapporti con i figli, da parte delle donne una volta rimaste vedove o in assenza del marito; nel secondo quelle prodotte da letterate, donne colte, spesso al centro di salotti frequentati dalle élite del momento.

Alcune considerazioni

Due sono i filoni principali all’interno dei quali si possono collocare in grandissima percentuale le carte prese in esame:

1 - Gestione ed amministrazione del patrimonio, rapporti con i figli, da parte delle donne una volta rimaste vedove o durante l’assenza del marito
(tema ampiamente dibattuto dalla storiografia attuale e ampiamente presente nella documentazione da me analizzata): per il ‘400 esemplare il caso di Alessandra Macinghi Strozzi che si rivela con estrema peculiarità nel carteggio inviato ai figli esuli, a tutti noto e pubblicato a cura di Cesare Guasti.
Per il ‘600 sono emersi: nell’Archivio Della Gherardesca il carteggio di Laura Guadagni, da cui traspare uno spaccato di vita quotidiana denso di particolari di notevole interesse, inviato al marito Guido Della Gherardesca durante la sua permanenza ad Arezzo e a Pisa dove era stato inviato come commissario da Cosimo III, ai figli ed al cognato.
Nell’Archivio Capponi il Giornale di Casa Frescobaldi, scritto per mano del maestro di casa, contenente le annotazioni di una ricca vedova fiorentina che deve gestire il patrimonio ereditato e provvedere all’educazione dei figli. Nel fondo Acquisti e Doni troviamo ancora il Giornale d’entrata ed uscita di Maddalena Nerli ne’Tornabuoni, vedova di Cosimo Tornabuoni.
Per il ‘700, nell’Archivio Strozzi Sacrati registriamo il carteggio di Maria Anna Strozzi Cellesi, vedova dal 1740 del marito Sebastiano Cellesi, inviato al fratello Piero Strozzi. Nell’Archivio Niccolini, emblematica, anche se non direttamente testimoniata dalle carte da me analizzate, perchè di natura strettamente amministrativa e non di mano femminile, è la vicenda relativa alla lite sorta per questioni di cattiva amministrazione del patrimonio promossa dal figlio, Lorenzo Niccolini, nei confronti della madre, Maddalena Martelli.
Per il secolo diciannovesimo nell’Archivio Stibbert ritroviamo la tipologia della vedova alle prese con la gestione del patrimonio in attesa della maggiore età dei figli incarnata da Giulia Stibbert.
Per il secolo ventesimo, sempre nell’ Archivio Strozzi Sacrati, emerge la figura di Guendalina Strozzi Steward, colta rappresentante della nobiltà anglosassone inseritasi nel contesto dell’aristocrazia fiorentina.

2 - Esempi di donne letterate, colte, che emergono nel panorama culturale della loro epoca:
Per il secolo XVIII nell’Archivio Pelli Bencivenni risaltano l’epistolario di Teresa Ciamagnini Fabbroni inviato al padre adottivo Giuseppe Pelli Bencivenni e quello di Elisabetta Caminer Turra, inviato sempre al Pelli al quale era legata da un amore del tutto platonico ed epistolare.
Nell’Archivio Rondinelli Vitelli si distingue senz’altro il carteggio dell’aristocratica Maria Anna Frescobaldi allo zio Camillo Vitelli, al cognato Chiappino ed al figlio Clemente, particolarmente denso di rinvii alla situazione patrimoniale, alle preoccupazioni per l’imminente estinzione del casato e nello stesso tempo tutto calato nella realtà mondana del suo tempo, tra i soggiorni a Napoli e a Roma, la passione per il teatro e per i rimedi officinali.
Nell’Archivio Peruzzi de’ Medici, da annoverare senz’altro la penna sapiente di Carlotta Torrigiani Marchesini che, con le poche pagine dei suoi ricordi, rimane ben impressa per la vivacità e la precisione delle descrizioni storico artistiche del suo soggiorno romano.
Per il secolo XIX nell’Archivio Bonaini si segnala il carteggio, peraltro esiguo e di tono amichevole-confidenziale inviato al Dottor Raimondo Meconi, legato all’entourage del Vieusseux e dell’Antologia da Margaret Mason, dalla figlia Nerina Tighe e da Marianna Hammond, intima amica dei Mason Tighe ed istitutrice delle figlie della Mason.
Nell’Archivio Tabarrini le figure di Emilia Peruzzi, di Giulia, Teresa e Fanny Targioni Tozzetti, che pur presenti in questo fondo con una documentazione piuttosto esigua, costituiscono riferimenti a tutti noti nel panorama culturale.
E sempre nell’Archivio Peruzzi de’ Medici risalta a questo proposito la figura di Elisa Toscanelli, sorella di Emilia Peruzzi, scrittrice e pittrice di talento.

 

CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURE FEMMINILI CONSERVATI PRESSO GLI ARCHIVI DEI MONASTERI FEMMINILI FIORENTINI

Coordinamento: A. Scattigno, G. Zarri

Censimento: Ilaria Pagliai

Scopo di questo lavoro è stato quello di offrire una panoramica esemplificativa della vastità e della varietà delle tipologie documentarie che possono essere rinvenute negli archivi dei monasteri femminili fiorentini tra XVI e XIX secolo.
Dal momento che l’enorme mole documentaria potenzialmente a disposizione non avrebbe permesso un'analisi sistematica si è ritenuto necessario restringere il campo di azione procedendo all’individuazione di alcune realtà che per la rilevanza quantitativa e qualitativa dei documenti conservati potessero essere considerate particolarmente significative, e che offrissero uno spaccato, il più fedele possibile, della realtà.
A questo fine sono stati presi in considerazione il Convento di Santa Maria Coeli, detto del Chiarito, e quello di San Domenico nel Maglio, depositati rispettivamente nel fondo delle Corporazioni Religiose soppresse da Pietro Leopoldo e nel fondo delle Corporazioni Religiose soppresse dal Governo Francese dell'Archivio di Stato di Firenze, e gli archivi del Convento delle Carmelitane di Santa Maria Maddalena dei Pazzi e quello del Convento delle Carmelitane Scalze di Santa Teresa che ancora si conservano "in loco".
In età medievale in Italia si può parlare di scrittura femminile in ambito monastico solo riferendoci a singoli casi eccezionali. A quell'epoca, infatti, la maggioranza delle religiose non era neppure in grado di leggere e scrivere e la scrittura maschile si interponeva, nella quasi totalità dei casi, fra il loro pensiero e le loro opere.
Ma tra Cinque e Seicento la scrittura monastica femminile si arricchì di nuovi generi letterari il più noto dei quali, ma anche il più raro e quello maggiormente sottoposto al controllo dell’autorità ecclesiastica, comprende gli scritti di natura mistica quali registrazioni di pensieri, ispirazioni e visioni, spesso in forma autobiografica.
Questa tipologia, del tutto assente negli archivi dei due monasteri conservati presso 1'Archivio di Stato, risulta invece particolarmente presente sia nell'archivio del monastero di Santa Teresa che in quello di Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Nel primo caso, sicuramente il più rilevante dal punto di vista quantitativo, troviamo un'incredibile quantità di relazioni di visioni, proponimenti, preghiere, scritti spirituali e componimenti poetici quasi tutti autografi.
Ugualmente rare all’interno dei fondi conservati presso l’Archivio di Stato sono le vite, o biografie esemplari, e soprattutto le lettere, tanto che i due istituti presi in considerazione non ne conservano neppure un esempio. Al contrario, nel monastero di Santa Maria Maddalena sono conservate 19 biografie manoscritte, tra bozze e belle copie (di cui solo due di mano sicuramente maschile), 4 raccolte di vite di consorelle defunte, tutte di mano femminile, e persino alcune "bozze" o esempi sui quali modellare una biografia. Tra le altre citiamo la "Vita della venerabil madre suor Vangelista del Giocondo [..]" suddivisa in 22 capitoli corrispondenti ai momenti salienti della vita della religiosa e del suo cammino spirituale.
Per quanto riguarda le Carmelitane Scalze, particolarmente interessante è il "Necrologio", volume contenente le biografie di tutte le religiose dal 1630 al 1912, oltre a quelle di alcuni illustri personaggi fra i quali la principessa Violante di Baviera che, particolarmente legata al monastero, aveva chiesto di potervi essere sepolta, vestita dell'abito di carmelitana. Notevole è poi 1'autobiografia di Maria Teresa Beatrice del Beato Giovanni della Croce, al secolo de Steinhell, scritta per obbedienza al confessore e che probabilmente fu composta durante l’anno di noviziato.
L'attività e di conseguenza la capacità letteraria delle religiose si estendeva anche alla trascrizione delle prediche dei loro padri spirituali, di cui è un esempio la "Raccolta di varie prediche fatte al nostro Monastero dal V.bile Servo di Dio P.re Alessandro Capocchio de'Predicatori [..]" del monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi.
Per quanto riguarda i fondi dei monasteri conservati presso l’Archivio di Stato, le tipologie maggiormente presenti sono quelle legate alle esigenze pratiche della vita quotidiana, cioè le scritture contabili e amministrative, e quelle propagandistico-storiche primi fra tutti i memoriali. Il monastero di San Domenico nel Maglio, su 218 pezzi complessivi, conta infatti ben 9 libri giornale, 86 registri di entrata e uscita, 13 registri di debitori e creditori, 5 registri di entrata e uscita della sacrestia e 8 decimari per un totale di 121 unità. Ugualmente il monastero di Santa Maria Coeli, su 284 pezzi, comprende 23 registri di entrata e uscita, 4 libri giornale, 23 libri di debitori e creditori, 15 stracciafogli delle camarlinghe, 41 filze di conti e ricevute, 3 filze di serbi, accettazioni e vestimenti, un libro di sacrazioni, un libro di assegnazioni dotali, due registri di religiose defunte, un registro di riscossione di luoghi di Monte, una busta di quaderni di interessi e 13 quaderni di spese di vitto (da cui si possono trarre interessanti informazioni sulle abitudini alimentari delle religiose e sul consumo di certi prodotti) per un totale di 128 unità.
Allo stesso modo tutti i registri che riguardano lo svolgersi della vita conventuale(accettazione nel monastero, vestizione, professione e morte) contengono delle brevi ma interessanti biografie più o meno elaborate nello stile a seconda della capacità della scrivana.
Fra le tipologie documentarie di tipo contabile - amministrativo particolarmente presenti nei fondi dei monasteri soppressi devono poi essere ricordati: i registri di amministrazione di beni immobili (nel solo archivio di San Domenico si contano 13 registri e filze di locazioni, vendite e livelli, 5 libri di pigioni, e 45 registri di amministrazione di beni di campagna); le carte processuali (15 filze per San Domenico e 24 per Santa Maria Coeli), generalmente riguardanti questioni economiche quali rivendicazioni di possessi, riscossioni di crediti etc.; e i "Libri di chiesa" o "Vacchette di messe" contenenti gli obblighi di messe contenuti in molti lasciti testamentari.
Proprio l’usanza di lasciare parte del proprio patrimonio, quando non l’intera eredità, ad un ente monastico (ma lo stesso discorso può essere fatto per tutti gli enti assistenziali), ha fatto si che all’interno di questi fondi si trovino frequentemente depositati dei veri e propri piccoli archivi, talvolta abbastanza consistenti, composti da documenti di vario genere relativi al donatore e alla sua famiglia: libri di amministrazione, cause, memorie etc. Fra le carte del monastero del Chiarito si trovano documenti relativi a quattro diversi lasciti, il più consistente dei quali, quello di monsignore Alessandro Pucci, arciprete e vicario generale del vescovo di Firenze, comprendente 41 pezzi dal 1466 al 1699, fra i quali tre libri di ricordi ed un libro di "Memorie storiche della famiglia Pucci.

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CENSIMENTO DEI NUCLEI DI CARTEGGI FEMMINILI CONSERVATI PRESSO GLI ARCHIVI DI FAMIGLIA DELLA PROVINCIA DI PISA

Coordinamento: A. Scattigno e A. Contini

Censimento: Isabella Pera

ARCHIVIO DI STATO DI PISA

Tra i documenti rinvenuti presso l’Archivio di Stato di Pisa sono da segnalare piccoli ritrovamenti all’interno dei fondi Alliata, Cappelli-Del Mosca, Nelli, ma i nuclei più consistenti si sono rivelati il carteggio di Silvestro Centofanti e numerosi documenti all’interno dell’archivio Upezzinghi deposito Rasponi. Nel primo numerose sono le corrispondenti (15 che scrivono più di dieci lettere), che dal 1821 fino al 1879 intrattengono rapporti di varia natura con il professore e uomo politico pisano. Sono da segnalare inoltre le lettere di Caterina Ferrucci Franceschi, Amalia Paladini e quelle della poetessa improvvisatrice teramana Giannina Milli. Nel fondo Upezzinghi sono conservate anche le carte della famiglia Lanfranchi Lanfreducci. Quest’archivio di famiglia contiene, tra gli altri, due consistenti nuclei di carteggi femminili del XVII secolo, ciascuno dei quali comprende diverse centinaia di lettere che appartengono a donne di tre generazioni: Felice Pellicani nei Gualandi, la figlia Orietta Gualandi Lanfreducci ed infine la figlia di quest’ultima, Caterina Lanfreducci Lanfranchi e che trattano prevalentemente questioni di carattere economico e amministrativo.

ARCHIVIO DELLA BIBLIOTECA GUARNACCI - VOLTERRA

Presso l’Archivio della Biblioteca Guarnacci di Volterra si trovano le carte Maffei, che contengono solo alcune testimonianze femminili tra XVI e XIX secolo, prevalentemente di religiose, mentre di un certo interesse risultano le carte della famiglia Inghirami.
Da segnalare le due buste che conservano la corrispondenza di Isabella Maffei Inghirami, (n. 1787) moglie di Michele Angelo Inghirami, tenente colonnello dei Dragoni toscani morto nel 1809, che trattano di argomenti di vario genere, dalle notizie private e familiari all’amministrazione dei beni di famiglia. Inoltre tra i vari nuclei del XVIII secolo si trova la corrispondenza di viaggio di Clementina, quella di Anna Rosa Guarnacci Inghirami, moglie di Michelangelo Inghirami che, come appare dalle lettere al direttore spirituale, dimostra una personalità particolarmente devota e desiderosa di vita contemplativa.

ARCHIVI PRIVATI

Nella villa di Marti si trova invece l’archivio Baldovinetti Tolomei Majnoni che conserva, tra le altre, le carte di Achille Majnoni (1855-1935), architetto di Umberto I, quelle del figlio Massimiliano (1890-1981), funzionario della Banca Commerciale, nonché delle rispettive consorti, Maria Di Poggio Baldovinetti (1867-1957) e Marcella Guicciardini (1890-1981). La corrispondenza di queste ultime, in prevalenza carteggi intrattenuti con i coniugi, i genitori, i figli e i numerosi parenti e amici, appare ricca e di grande interesse, come del resto quella di Massimiliano, nella quale troviamo diverse significative presenze femminili: da segnalare il fitto carteggio con la baronessa Lina Caldara Monti e quello con Giuliana Benzoni, esponente della dissidenza romana al fascismo, dal 1941 al 1957.
L’archivio Ruschi di Calci conserva lettere delle corrispondenti ottocentesche di Giovanni Battista e dei figli Rinaldo e Francesco, entrambi intellettuali e uomini politici; significativo risulta soltanto un esiguo gruppo di nove, scritte nel 1816 da Madame de Stael a Giovan Battista Ruschi per l’acquisto di una proprietà di famiglia nelle campagne pisane, affare che peraltro non fu mai concluso.

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CENSIMENTO DEI NUCLEI DI SCRITTURA FEMMINILE PRESENTI NEI FONDI DEGLI ARCHIVI FAMILIARI E CONVENTUALI CONSERVATI PRESSO L’ARCHIVIO DI STATO DI SIENA

Coordinamento: A. Contini

Censimento: Gabriella Cibei

ARCHIVIO DI STATO DI SIENA

La documentazione rinvenuta presso l’Archivio di Stato di Siena attraversa un arco cronologico che va dal XVIII al XIX secolo ed è conservata nei seguenti archivi familiari: Bandini (Fraticelli), Bargagli-Stoffi, Bologna-Buonsignori-Placidi, Brancadori, Finetti, Grisaldi del Taia, Pannocchieschi d’ Elci, Piccolomini-Clementini, Piccolomini Clementini-Adami, Piccolomini-Naldi-Bandini, Pieri-Boldrini, Rinieri de’ Rocchi, Sergardi-Biringucci-Spannocchi e Tolomei.
Il materiale rinvenuto è di carattere quasi esclusivamente epistolare, per quanto molto vari sono i contenuti e la tipologia delle corrispondenze prese in esame. Si tratta di:

All’ inventariazione del materiale è seguita la compilazione di schede biografiche, ordinate alfabeticamente e provvista di indicazioni topografiche (dove sono state raccolte le notizie ricavate dalle stesse scritture femminili o da pubblicazioni a stampa) e da un più sintetico indice alfabetico-topografico dei nomi di tutte le donne di cui è stata rintracciata qualche scrittura.

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CENSIMENTO DELLE CARTE RELATIVE ALL’ATTIVITA’ SINDACALE FEMMINILE DELLA CGIL TOSCANA

Coordinamento: S. Soldani

Censimento: Barbara Imbergamo

I fondi presi in esame sono conservati presso il Centro di documentazione della Cgil Toscana. Si tratta di documenti in parte già inventariati (Salvatore Favuzza, Gli archivi della Confederterra toscana (1944-1978), Giunta Regionale Toscana/Editrice bibliografica, Milano, 1990; Renato Delfiol, Inventario dell'archivio sindacato pittori e scultori di Firenze (1926-1956), Firenze, 1996, Cgil Regionale Toscana; Renato Delfiol ha pubblicato Inventario dell'archivio della federazione italiana dipendenti aziende telecomunicazioni 1944-1954, Cgil, 1998; Fulvio Conti, Inventario dell'archivio della Fiom provinciale di Firenze 1944-1972, Firenze, 1989, Cgil Regionale Toscana Archivio storico) e in parte ancora da ordinare.
Il criterio adottato per la descrizione delle carte rinvenute è stato il seguente: di ogni singolo foglio conservato (lettera, comunicazione, telegramma, volantino etc.), indicato nell'elenco con numeri arabi, sono stati riportati nell'ordine la data, il luogo di provenienza, il firmatario del documento, il destinatario e l'oggetto del documento stesso. La dicitura OGGETTO è stata riportata nell'inventario solo nei casi in cui era presente sul documento; così sotto la voce oggetto si troverà esattamente quanto scritto dai funzionari o dalle funzionarie del sindacato. Quando la voce era mancante non è stata riportata. Nei casi in cui la dicitura era sufficientemente esplicativa non sono state aggiunte indicazioni supplementari, quando assente o poco esplicativa è stato brevemente riassunto il contenuto in calligrafia corsiva. Di ogni documento è stata riportata la consistenza indicata in fogli (f.), sia che fossero scritti solo su una facciata sia su entrambe, sia che fossero di formato A4 o minore. Nel caso in cui si trattasse di volantini, bollettini, relazioni o mozioni la tipologia documentaria è sempre stata indicata.
Di seguito alcune informazioni di massima sui fondi esaminati e la consistenza dei documenti femminili reperiti all’interno:
Camera del Lavoro di Firenze (1952-1983): fondo costituito da 8 faldoni per ogni anno per un totale di circa 250. Le buste prese in esame sono quelle della Commissione femminile e quelle dell'Udi. Le prime sono presenti per tutti gli anni per un totale di 31 buste e contengono circa 328 documenti corrispondenti a 535 pagine. Le 9 buste dell'Udi, anni 1952-1960, contengono 30 documenti e 42 fogli.
b) Confederterra Toscana (1944-1978): vi sono conservati i documenti della Commissione femminile della Federmezzadri e quelli della Commissione femminile della Confederterra. Le 10 buste della Commissione femminile della Confederterra coprono gli anni da 1948 al 1958, e contengono 177 documenti provenienti non solo dal capoluogo ma anche dalle altre province toscane per un totale di 273 fogli. Il fondo della Federmezzdri è costituito da 16 buste contenenti 113 documenti pari a 278 fogli relativi agli anni dal 1951-1958.
c) Federazione provinciale braccianti e salariati (1953-1956): 6 buste; 9 documenti pari a 15 pagine.
d) Archivio del Sindacato pittori e scultori di Firenze (1926-1956);
e) Archivio della Federazione italiana dipendenti aziende telecomunicazioni (1944-1954):
I due archivi in questione presentano ben pochi documenti relativi alle donne. Sono stati peraltro già inventariati.
f) Fiom: non presenta cartelle o documenti relativi all'attività femminile.
g)Coordinamento regionale donne (1976-1990): è una definizione "arbitraria" per una serie di cartelle sparse relative all'attività del Coordinamento donne della Cgil: una busta per gli anni 1977/78; 5 buste del Coordinamento donne regionale relative agli anni 1985-1987 e 37 buste più propriamente depositate come archivio (ma senza inventario o schedatura) per gli anni 1976-1990.

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